Manuale dell’Umanità

Posted By Admin on Gen 7, 2017 | 0 comments


Il Manuale dell’Umanità

 

L’Origine

 

L’origine dell’Uomo ha come punto di partenza la formazione di un nucleo universale che, innestandosi nello Spirito per Volontà e per Legge, convoglia in grembo umano il divenire, il vivere e il concludersi di ogni essere vivente.

Fin dal primo palpito terreno, ogni fanciullo trasformandosi in adulto ha in sé vivo e possente il simbolo delle Legge Universale che lo trasfonde in creatura conoscente e responsabile, iniziandolo alla graduale evoluzione spirituale che, attraverso la sua ininterrotta continuità, conduce l’Umanità all’apice della Conoscenza e della Intuizione.

L’Universo è costituito da un complesso ordine di manifestazioni che tendono ad un continuo divenire, trasformando la materia in Energia, e l’Origine in Perfezione.

 

La Formazione

Questo principio è determinato dalla Legge di Causa ed effetto che produce od elimina atti e conseguenze attraverso le quali l’uomo si muove ed avanza. Attraverso questa fase si delinea l’avvenire spirituale dell’essere che compie il proprio ciclo umano raggiungendo poi la perfetta maturazione dell’Io.

Per avanzare è dunque necessaria questa formazione che avviene entro tre grandi linee principali: il Dolore, la Conoscenza, la Missione.

Il Dolore comprende la perfetta distribuzione di questo insegnamento attraverso una fitta rete di manifestazioni che, risvegliando la Conoscenza, porta l’accettazione di tutto ciò che all’uomo viene inviato fino a raggiungere l’estrema Missione di una vita spirituale, indicando col proprio esempio il Bene Supremo che l’Umanità raggiungerà al culmine della propria ascensione.

 

La Responsabilità

 

L’Uomo dovrà rispondere dei propri atti, oltre che a se stesso, all’Assoluto. Non è sufficiente, dunque, compiere delle azioni comunque esse siano, ma è soprattutto necessario conoscere la parte di responsabilità che ogni essere ha nel grande quadro della vita, che è composta da una fittissima trama di azioni e di effetti, la cui causa produce la somma dell’evoluzione singola e collettiva.

Quanto più l’Uomo si perfeziona attraverso la pesantezza materiale, tanto più la responsabilità viene illuminata da compiti vastissimi e importanti. Ad un individuo, per esempio, al quale vengono affidati benessere, ricchezza, conoscenza, capacità e forza, il volume della sua responsabilità cresce in rapporto ai doni ricevuti, mentre questa viene diminuita in un essere che possegga in forma ridottissima tali ricchezze.

La base prima di questo indirizzo spirituale è l’Amore verso il prossimo.

Con questo concetto diffuso su tutte le proprie azioni, l’umanità può sostenere una carica enorme di responsabilità, avviandosi così verso un concetto di vita superiore nel quale il termine più alto della scala universale è appunto rappresentato da questo Amore che tutto perdona e nulla condanna.

La strada è lunga ma è già tracciata. Le esigenze sociali del futuro risponderanno ad altre responsabilità e, via via che l’Uomo si distaccherà dalla materia e dall’egoismo, sorgeranno nuovi doveri e nuove visioni.

I secoli passati sono pieni di questi passi umani lenti, ardui e dolorosi ma sicuri e, l’affermazione di una Umanità Superiore, sarà il premio a così lungo cammino.

 

L’Evoluzione

 

Per raggiungere questa vetta l’Uomo deve iniziare la propria evoluzione, fin dalla sua origine, attraverso la formazione e la responsabilità dei propri atti. Questo principio costituisce la mèta dell’ascensione evolutiva, concludendosi nell’assoluta perfezione di ogni aspetto e conoscenza.

Questo principio universale contiene la base comune di ogni mondo, cioè la necessità da parte dell’uomo di evolvere in ogni campo – dalla materia all’energia, dal pensiero allo spirito, dal diritto al dovere, dal singolo alla comunità, dalla guerra alla pace – finché, raggiunto il limite massimo dell’evoluzione, può giungere a contemplare la Perfezione.

Chi ubbidisce, chi comanda, chi lavora, chi opera, chi distrugge o chi crea, ognuno segue un proprio ritmo evolutivo, e l’umanità futura giungerà a concepire il mondo della materia come il mezzo indispensabile e prezioso per raggiungere questo gradino evolutivo, e non come il centro dominante per le azioni del proprio io.

Per accelerare questa marcia è richiesta una stretta collaborazione da parte di ogni creatura, poiché ogni ciclo deve raggiungere il proprio gradino entro il termine spirituale stabilito dalla Legge che, non conoscendo soste, chiama e sospinge.

La Conoscenza

La Conoscenza è il risultato della maturazione ottenuta tramite una sottile selezione d’insegnamenti, attraverso i quali l’Uomo sale all’Assoluto.

Questa Conoscenza non è sottoposta alla comune intelligenza in quanto segue un ritmo del tutto indipendente che, esulando da qualsiasi insegnamento filosofico o intellettuale, conduce la creatura alla propria completa maturità.

Ogni sublime Indirizzo scende dall’Alto ed i componenti di questa somma sono uguali per tutti come contenuto, ma non come graduatoria, perché se un uomo, per collocazione o per pigrizia, è ancora lontano dalla sua completezza, è chiaro che il suo conoscere è circoscritto poco più che all’istinto; ma gradualmente, quanto più la visione si rivela, questo campo acquisterà verità altissime, e ciò che era richiesto in forma limitata a chi poco ancora conosceva, per la Legge della compensazione, invece,  viene richiesta a colui che da questa Luce è stato investito, una superiore gamma di percezioni, appunto per far sì che il maggiore possa richiamare il minore.

Quel che attende è la somma e la bellezza di questa Conoscenza alla quale ogni essere apporta il proprio contributo: il Premio è Luce, come la Verità e Dio.

La Legge

Come l’Ordine, nel grande principio voluto dall’Assoluto, regge e controlla il movimento dei Mondi, così la Legge, Volontà Suprema, è il grande soffio che anima uomini e universi.

Le legge, pur essendo immutabile, non è ferrea: accompagna nella vita ogni uomo, chiede al momento giusto ed attende quando è necessario.

L’essere nasce col bisogno dell’Ordine e della Legge; ecco perché determinati principi istintivi sono comuni ad ogni creatura.

La Legge è soprattutto Regola, Osservanza, Ubbidienza. In un regime di ordine universale l’Uomo non può mancare a questo appello: quando la Legge chiama tutti devono rispondere.

L’attuale società è espressa da leggi ed abitudini che distruggono la libertà di pensiero e di azione; il progresso, la scienza, il dinamismo non sempre conducono all’Ordine, ed il sapere e la forza, se non vengono usati con equilibrio, producono il caos. Bisogna saper trovare la disciplina di questa Legge superiore ed assoluta, intenderne la volontà, il fine, onde ogni moto ed ogni aspirazione umana siano da essa volute e guidate.

I tempi avanzano veloci, la maturazione dell’uomo non deve arrestarsi ma, di ugual passo, si devono conoscere le supreme salite e le eccelse conquiste. Per raggiungere queste vette occorre la disciplina, il controllo, la conoscenza di questa guida che, oltre i confini dello scibile umano, dirige e ordina i passi di tutti gli uomini.

 

Libero Arbitrio – Destino

 

Come la Legge è il fulcro centrale dell’Universo, così il Libero Arbitrio costituisce il soffio individuale che regge ed anima la vita di ogni singolo.

Questa libertà spazia sicura entro i termini di quella gigantesca Legge lasciando, all’Uomo, l’elasticità necessaria per distribuire la propria volontà entro la conoscenza e la responsabilità dei propri atti.

Per Libero Arbitrio non si deve intendere libertà assoluta di “volere e potere” in rapporto all’immensità della Legge Universale, ma libertà di raggiungere i termini del cammino umano con i mezzi scelti e voluti dall’Uomo.

Il contrasto che apparentemente può sorgere tra Destino e Libero Arbitrio, si può riassumere così: il Destino è parte della Legge, che discende in ogni essere, dando ad ognuno la nota dominante, mentre il Libero Arbitrio, pur seguendo questa traiettoria, può compiere un numero grandissimo di variazioni ispirate sempre, però, alla nota originale. Nel mondo ogni atto materiale dell’Uomo è libero producendo “cause ed effetti”, determinando, così, la somma del passato, del presente e, quindi, anche del suo futuro; tanto da poter dire che “ognuno è creatore del suo stesso esistere”. Pertanto, il Destino non ha alcun punto di contatto con il fatalismo, perché non è cieca attesa inerte, ma continua azione operante e fattiva.

Impossibile, in un certo senso, per l’Umanità vivere senza destino, ma il potere della libertà, nelle azioni terrene, fa sì che l’Uomo percepisca la dignità e il valore della propria esistenza.

 Morte e Rivelazione

 

Cos’è questo potere che tutti rintraccia, conosce e attende?

Cos’è la Morte? E’ un passaggio benefico tra due dimensioni che, trasformando e perfezionando le azioni umane, conduce l’essere alle più grandi rivelazioni.

Per amare interamente la vita è necessario che l’umanità sappia vincere la paura di morire e, come al fanciullo viene insegnato a crescere ed a vivere, così bisognerebbe insegnare a fargli accettare questo passo perfettamente inserito nella materia.

Solo così l ‘uomo sarà il dominatore di se stesso, perché avrà imparato ad amare e rispettare la Vita e la Morte del prossimo suo.

Molti chiedono: « cosa m’attende dopo il trapasso? Chi mi verrà incontro? ».

L ‘uomo è atteso dalle creature amate che lo hanno preceduto, dalle proprie azioni e dalla graduale rivelazione della Verità.

Non tema la morte neppure l’empio, ne l’assassino, poiché non v’è condanna eterna: « l’Assoluto è Amore » e, dopo un lungo doloroso faticato salire, dal buio si ritorna alla Luce.

Non esulti il giusto: il suo lavoro non si conclude in terra, ma è seguito da compito più alto quanto più la visione dell’opera universale si rivela nella sua grandezza.

Su tutto l’arco della vita illumina e riscalda la grande fiaccola della Verità, che nutrisce l’uomo e lo prepara chiamando il fanciu1lo come il vegliardo, il prode, l’eroe, il peccatore e l’incredulo.

Non temete dunque la morte, ma non « datela », non « cercatela », non « imponetela »: questo è l’ordine, e l’ordine è Legge.

L’Amore

Breve è il canto di questo Verbo, al cui principio ogni essere ritorna. Amore è l’Armonia, è la Legge, è Dio!

Amore, fine dell’Egoismo, Luce sulla Fiamma, Premio alla salita umana.

L’Amore è Vita nella Vita, è filo inattaccabile verso l’Eternità.

L’Amore è nel silenzio, nell’offerta, nel canto e nel tormento della natura; per volere di questa potenza furono creati i mondi e gli universi; è per questa Legge che l’uomo riconosce Dio.

 

In Summa…

Tutto quanto fin qui svolto è stato ispirato alla visione di una futura umanità le cui leggi spirituali guideranno la materia; perciò è necessario gettare ovunque il seme della fratellanza, anche se i frutti possono essere ancora lontani.

A tutti è data la possibilità di aiutare, e a ognuno verrà richiesto questo prezioso contributo che disseterà, sollevandolo, l’essere più bisognoso. Ecco perché la fraternità sarà l’unione che salderà gli anelli di questa ininterrotta catena dell’Umanità.

 

Ora la Vita dovrebbe apparire più chiara. Ed a coloro che hanno compreso dico: “Fate presto. È giunta l’ora di “aiutare”! Ai tanti che ancora non sanno, dico: “Non temete, incontrerete un “fratello” che saprà insegnare che cos’è l’Amore, il Perdono, l’Eternità.

Riassumete il cammino percorso e non disperatevi per il poco compito eseguito: nulla si perde e nulla è stato inutile. Qui ed ora, nel nostro cammino terreno, nulla manca al bisogno spirituale. Parlare col cuore: ognuno vi capirà. Amate la bellezza e la verità delle cose. Amate l’ombra e il buio, poiché cercano la Luce.

Amate ciò che vi manca più di ciò che già possedete.

Sappiate  raggiungere la ricchezza della bontà in voi stessi, col mondo, con le cose, con il dolore; essa scioglie ogni male, ogni difficoltà: è in tutti, latente o riconosciuta.

Ora che il mio dire è concluso, il canto tace, ma in voi ne rimane l’eco, come una scia, come un faro che tutto illumina ed ognuno accoglie.

Sappiate comprendere queste parole e vivetele.

Insegnate questi principi affidandoli a coloro che salgono.

Credete alla Verità, alla Legge, all’Amore; e con questa “bellezza di cuore”  sappiate cantare la Grande Sinfonia della Vita.

 

Da un incontro con l’Entità POPE

 

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